L'INCONTINENZA FECALE NELLE DONNE IN RAPPORTO ALLE LESIONI SFINTERIALI E/O NERVOSE DOVUTE AL PARTO

Data inizio
24 febbraio 2004
Durata (mesi) 
48
Dipartimenti
Scienze Chirurgiche Odontostomatologiche e Materno-Infantili
Responsabili (o referenti locali)
Lolli Paola , Rosa Gennaro
Parole chiave
INCONTINENZA, TRAUMA SFINTERIALE

donne alla prima gravidanza. Prima e dopo il parto vengono invitate a compilare un questionario relativo alla loro funzione sfinteriale (allegato A) e vengono sottoposte ad esame obiettivo proctologico, manometria anale ed ecografia sfinteriale.
La manometria anale valuta il tono basale sfinteriale (TBS), la pressione di contrazione massima (CVM), la durata della contrazione nel punto di massima pressione basale, la “simmetria” del canale anale a riposo ed in contrazione.
L’ecografia anale studia lo spessore e l’integrità dell’apparato sfinteriale.
Le lesioni dello sfintere somatico sono rilevabili anche alla risonanza magnetica, ma le lesioni dello sfintere interno sono individuate dall’ecografia anale.
L’esecuzione di esame obiettivo, manometria ano-rettale ed ecografia, e la raccolta dei relativi dati saranno coordinate dalla dottoressa Lolli; il dottor Albiero curerà la compilazione dei moduli contenenti le informazioni relative alla dinamica del parto ed alle eventuali complicanze.
Un terzo operatore verificherà se esiste correlazione fra eventuale comparsa di alterazione della funzione di continenza e dinamica del parto.
Le pazienti che lamentano alterazioni della continenza o che presentano anomalie alle indagini praticate vengono inviate a compilare il diario clinico della defecazione (allegato B), che serve a rendere più obiettive le pazienti stesse nei confronti dei propri sintomi e rappresenta la base per quantificare iletniaoaona.
L’elettromiografo è a disposizione del Servizio di Neurofisiologia del reparto di Neurologia del Policlinico G.B. Rossi di Verona.
L’ecografo idoneo all’esecuzione dello studio dell’apparato sfinteriale anale è l’apparecchio BK Medicale® Falcon mod.2101-1 EXL con sonda ecografica mod.1850 integrato con il modulo 3D che dovrebbe essere acquistato per lo svolgimento di questa ricerca e del quale si allega preventivo di spesa.
Il follow-up a lungo termine dei soggetti asintomatici, ma con lesioni sfinteriali dimostrate agli accertamenti (lesioni “occulte”), potrà chiarire se l’elevata incidenza di incontinenza nelle donne dopo il climaterio sia ascrivibile a tali lesioni.
Il gruppo delle pazienti con lesioni sfinteriali “occulte” può essere suddiviso in due sottogruppi randomizzati in ognuno dei quali verrà valutata l’incidenza dell’incontinenza:
le pazienti del primo gruppo vengono inviate alla fisioterapia per il potenziamento della muscolatura pelvica;
le pazienti del secondo gruppo non eseguono alcun trattamento.


OBIETTIVI
Prima fase della ricerca.

- Verificare l’esistenza di rapporto causale fra gravidanza – parto ed alterazioni dell’apparato della continenza.
- Identificare le dinamiche del parto o le particolari situazioni gravidiche che possono condurre ad alterazioni morfologiche e funzionali dell’apparato della continenza.

B) Seconda fase della ricerca.

- Individuare misure di prevenzione dei fattori determinanti l’incontinenza evitando le situazioni dimostratesi ad “elevato rischio” per l’insorgenza di lesioni dell’apparato della continenza.
- Verifica della minore incidenza di lesioni all’apparato della continenza a seguito dell’adozione delle misure proposte per evitare le situazioni a rischio elevato.

C) Terza fase della ricerca.

-Verifica della relazione fra la presenza di lesioni sfinteriali “occulte” nel post-partum e l’insorgenza di incontinenza dopo il climaterio.

D) Quarta fase della ricerca.

- Verifica dell’efficacia di terapia applicata precocemente alle pazienti portatrici di lesioni “occulte”.


MODALITA’ E TEMPI DI ESECUZIONE
La ricerca potrà iniziare non appena la strumentazione necessaria sarà disponibile. Presso il Reparto di Ostetricia del Policlinico G.B. Rossi dell’Azienda Ospedaliera di Verona verranno arruolate le prime 200 donne alla prima gravidanza che offrano il loro consenso allo studio.
E’ prevedibile che la prima fase della ricerca (fase A) possa concludersi entro un anno dalla data di inizio.
La fase B sarà attuabile solamente qualora la prima fase abbia identificato le situazioni ad alto rischio per la comparsa delle lesioni all’apparato della continenza e potrà protrarsi per un anno.
La fase C è attuabile indipendentemente dalla fase B.

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Partecipanti al progetto

Allegati

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Attività

Strutture