Determinazione non invasiva di concentrazioni di ferro epatico (LIC) con Biosuscettometro a temperatura ambiente (TA).

Starting date
November 1, 2006
Duration (months)
24
Departments
Surgery, Dentistry, Paediatrics and Gynaecology
Managers or local contacts
Fenzi Alberto

Soggetti con alterazioni del metabolismo del ferro, siano esse primitive o secondarie, come il sovraccarico di ferro trasfusionale o associato ad anemie diseritropoietiche, possono andare incontro allo sviluppo di un sovraccarico di ferro che può produrre seri danni a organi.
Esiste inoltre una quantità di soggetti con sovraccarichi di ferro di minore entità, spesso associati a epatiti virali croniche, stati dismetabolici, in cui il ferro agisce da cofattore nello sviluppo del danno epatico.
Informazioni relative ai depositi di ferro sono ottenute con metodi di misurazione indiretta, quali il dosaggio del ferro sierico, del tasso di saturazione della transferrina, della ferritina sierica. La ferritina però tende a sovrastimare l'entità dell'accumulo.
La biopsia epatica, è considerata il gold standard per la quantificazione del sovraccarico di ferro, ma non è utilizzabile di routine per la diagnosi e follow up del paziente.
Recentemente, altri metodi strumentali come la risonanza magnetica (RM) e la biosuscettometria magnetica a SQUID (superconducting quantum interference device) sono stati proposti come metodiche non invasive di stima dei sovraccarichi di ferro.
Le metodiche che utilizzano la R.M. nella pratica diagnostica non sono ancora adottate estensivamente a causa di alcuni limiti nella possibilità di fare valutazioni quantitative .
La Biosuscettometria magnetica a SQUID è una metodica priva di rischi che sfrutta in modo diretto le proprietà magnetiche di ferritina ed emosiderina. ed è più rappresentativa della biopsia .
La disponibilità di macchine SQUID nel mondo è limitata, sia per i costi elevati per l’acquisto e la gestione della apparecchiatura, sia per l'alta specializzazione richiesta agli operatori. Nel mondo sono in funzione solo tre biosuscettometri SQUID: a Cleveland negli USA, ad Amburgo in Germania e a Torino-Italia.
Questi limiti hanno indotto a studiare la realizzazione un biosuscettometro di nuova concezione che avesse una sensibilità confrontabile con quella dello SQUID, fornisse risultati altrettanto rappresentativi ma, funzionando a temperatura ambiente, non fosse gravato da elevati costi di investimento e di gestione.
Per realizzare il Biosuscettometro a Temperatura Ambiente (T.A.), il Dipartimento di Scienze Morfologiche Biomediche, ha sottoscritto un accordo di collaborazione scientifica con la Quantum Magnetics (USA).
Lo strumento è stato in un primo tempo installato presso l’ospedale S. Anna di Torino al fine di realizzare una prima validazione attraverso il confronto dei risultati ottenuti con lo SQUID.
Nel Biosuscettometro T.A. il debole campo magnetico ( 2 Gauss) prodotto dalla bobina di campo oscilla alla frequenza di 560 Hz. Durante la misura la coil unit si muove, all’interno di un cilindro di plastica, avvicinandosi ed allontanandosi alternativamente dalla pelle del paziente alla frequenza di 1Hz.
Per correggere la differenza fra la suscettività dell’acqua e quella del tessuto compreso fra fegato e cute (overlayer), si è usata una procedura basata sulla relazione empirica fra suscettività dell’overlayer e il Body Mass Index (BMI) . Il confronto dei risultati ottenuti sulla popolazione di 88 pazienti ha dato i seguenti risultati.
Reduced major axis: Slope = 0.927 Intercept = 47.838
Coefficiente di correlazione di Pearson: 0.903
Coefficiente di concordanza di Lin: 0.900 (95% CI = 0.859 – 0.940)
Per consolidare le informazioni sulle possibilità del Biosuscettometro T.A. e completare il processo di validazione, si sta procedendo con una ulteriore validazione attraverso il confronto con risultati ottenuti da Biopsia epatica.
La ricerca si propone inoltre di verificare la fattibilità di un nuovo prototipo di Biosuscettometro che utilizzi una versione aggiornata del sw con cui viene gestito il movimento del probe e che sia inoltre adatto a misurare pazienti con BMI superiore a 30. L’attuale limite infatti obbliga ad escludere dalla analisi un significativo numero di pazienti.

Sponsors:

Fondazione Cariverona
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